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Apparatus Matri

anteprima nazionale - Corte de Miracoli "Storie al femminile" Maglie (LE)

20-21 novembre - L'Asilo Filangeri Napoli

25-26-27 gennaio 2019 - Cavallerizza Reale Torino

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La Compagnia nasce a Roma nel 2014 dall’incontro tra due attrici, Eleonora Gusmano e Ania Rizzi Bogdan, l’una torinese trapiantata a Roma e l’altra metà russa metà ucraina, italiana d’adozione.

Fin da subito vengono individuate le linee guida che caratterizzano la loro ricerca teatrale: lo studio delle dinamiche di potere tra donne, le relazioni interpersonali come la possibilità di lasciare un’eredità di sé stessi negli altri, l’uso di una recitazione di vocazione strasberighiana che coesista con una mise en espace astratta.

Eleonora Gusmano

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Ania Rizzi Bogdan

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CURRICULUM VITAE e OBIETTIVI ARTISTICI
La Compagnia nasce a Roma nel 2014 dall’incontro tra due attrici, all’interno della compagnia
teatrale PROGETTO JDPL : Eleonora Gusmano e Ania Rizzi Bogdan, l’una torinese trapiantata a
Roma e l’altra metà russa metà ucraina, italiana d’adozione e si consolida sotto la guida di
importanti maestri e actor coach come Danny Lemmo e Michael Margotta.
Fin da subito vengono individuati i temi necessari che le due vogliono indagare tramite la ricerca
teatrale e gli obiettivi da prefissarsi.
Sono due le linee che si intendono seguire: da una parte una sviluppo di un linguaggio espressivo
proprio a partire da uno studio del corpo e dell’espressivita vocale tramite il metodo Strasberg e
un’ attitudine della compagnia al lavoro di gruppo, al dialogo, al working progress, prove aperte
pre debutto, mis en espace e continuo dialogo e confronto con la scena romana; dall’altra la
volontà di confrontarsi anche con il territorio, gli amatori, il pubblico, e quale modo migliore se non
insegnando e mettendo in pratica l’aspetto ludico del teatro tramite corsi di teatro per amatoriali,
adulti e bambini?
Il Primo spettacolo prodotto dalla compagnia è Mis (s) fit che debutta al ROMA FRINGE FESTIVAL
2014 e ottiene un buon riscontro di pubblico e di critica.
A partire dalla riflessione dei temi trattati in Mis(s)fit nell’aprile 2015 nasce il secondo spettacolo,
La collezione, regia di Davide Sacco, finalista al concorso Nazionale I Corti Teatrali al Teatro
dell’Angelo a Roma e Vincitore del Premio MIGLIOR INTERPRETAZIONE.
Nel maggio 2016 viene selezionato tra i Finalisti al Festival Inventaria al Teatro dell’Orologio a
Roma, nel quale si aggiudica il secondo posto.
Nel settembre 2016 viene selezionato per il festival itinerante 99 ARTS a RomaNell’ottobre 2016 viene selezionato tra i 9 corti finalisti nel concorso nazionale Calabbria Teatro
Festival 2016 al Teatro Sybaris a Castrovillari (Cosenza).
Nel 2015 la compagnia consolida l’aspetto di formazione nelle scuole e inventa un nuovo format di
laboratorio Cecità, corso di sopravvivenza per debuttanti e intrepidi, in cui più che insegnare le
tecniche di base del teatro, il gioco proposto è utilizzare queste tecniche quali rilassamento,
immaginazione, rapporto con la musica con lo spazio e col partner per sciogliere delle strutture
comportamentali e imbarazzi che si hanno nella vita di tutti i giorni.
Nell’anno 2016 la Compagnia produce La durata dell’inverno scritto e diretto da Giulia Lombezzi che
debutta ad aprile in Puglia, presso la Corte de Miracoli a Maglie, e vince il PREMIO DELLA GIURIA al
Concorso PILLOLE presso il Teatro Studio Uno di Roma.
Lo spettacolo debutta a Roma nel novembre 2016 presso il Teatro Studio Uno e sempre nel
novembre 2016 vince il PREMIO “Donne e Teatro 2016”. Le prossime date dello spettacolo saranno a
Milano, presso il Festival MILANO OFF FIL dall’11 al 18 giugno 2017.
Attualmente la compagnia è impegnata nel prossimo lavoro : Apparatus_Matri. , liberamente
tratto da “La Casa di Bernarda Alba di Garcia Lorca.
Gli aspetti che abbiamo riconosciuto come spunti di ricerca importanti sono il ribaltamento di
genere, per cui all’interno di una micro società autoritaristica di donne l’oggetto del contendere è
l’uomo; la tematica della costrizione; l’uso della vista in senso letterale e simbolico come unico
mezzo di percezione della realtà.